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2 marzo 1919
Quad. XIV, 25
(2 Marzo 1919)
Quinquagesima
Su parte del Vangelo
N. S.G.C, raccolti gli Apostoli, disse loro: Ecce ascendimus... occident eum. Quale fu l'effetto di queste dolorose parole? Lo dice S. Luca, ch'essi non ne capirono nulla, Et ipsi non... e quasi non si spiegasse abbastanza, aggiunge che erat verbum istum [= istud]...; e riconferma la cosa: Et non intelligebant... Eppure il Signore aveva altre volte parlato della sua Passione, sapevano e vedevano il livore dei nemici, intenti ad occiderlo e nel modo più atroce ed umiliante. Anche poco prima della Passione la Madre dei Zebedei interrogò Gesù e gli domandò che i due suoi figli... Gesù rispose: Potestis bibere... Gran lezione per noi, che dopo tante meditazioni sui dolori di Gesù e sul dovere che abbiamo di seguirlo per la strada dei sacrifici, non comprendiamo questo spirito, e cerchiamo di godercela... Eppure è vita di sacrifìzii la nostra, come uomini, come cristiani, come religiosi, come sacerdoti e più come missionarii (V. Conf. P. Bruno p. 95).
Specialmente è necessario lo spirito di sacrificio per vincere la nostra cattiva natura. Sta scritto: Vince teipsum; e l'Imit.: Ut vincatur natura ad malum semper prona (Chaignon II p. 23).
Perciò due sono i mezzi: pregare e lavorare. L 'Imit. : Opus est gratia tua et magna gratia, la quale si ottiene colla preghiera. Bisogna lavorare su noi medesimi, come su piante da potare. Lo disse N. S. G. C. : Qui vult venire... Il Divin Redentore; proposito sibi gaudio sustinuit crucem, confusione contempla. E S. Paolo nell'Epistola della passata Domenica quanto sofferse! Bisogna persuaderci della necessità di sacrificarci per essere discepoli di Gesù; non c'è altra via. Così fecero i Santi:
S. Ignazio, S. Franc. Zaverio, S. Teresa, S.M.M. de' Pazzi, e S. Giov. della Croce.
Coraggio per riuscire veri missionari (V. Chaignon Ivi).
P.G. Richetta, quad. 4
2 Marzo 1919
(Vangelo Dom. Quiquagesima - Luc. 18,33-43)
Voglio che consideriate quel che dice il vangelo: (vers. 34).
In questo c'è una lezione per noi. Meditiamo tante volte sulla Passione di N.S.; leggiamo che la vita è breve, che presto passa, le sappiamo queste cose, ma non operiamo secondo questi principii.
Eppure la nostra vita deve essere ed è di sacrifizio:
sia come uomini — In sudore vultus tui — Militia est.
sia come Cristiani — seguaci di Gesù Crocifisso
sia come Sacerdoti —
sia come Religiosi —
sia come Missionari —
Se vogliamo riuscire bene bisogna farci santi adesso, e per farci santi ci vuole spirito di fortezza, spirito di sacrifizio.
In punto di morte non ci pentiremo di avere patito, ma piuttosto di aver patito troppo poco.
In questo tempo di quaresima e di Passione bisogna che scaldiamo il nostro cuore, non essere come gli Apostoli che ne capivano niente. I patimenti di N.S. ci siano sempre di spinta a vincere i nostri difetti.
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