|
9 febbraio 1917
P.P. Albertone, quad. VII, 26-29
Conferenza del 9 Febbraio 1917
(in istudio a tutti, giovani e chierici)
L'altro ieri avete visto soldati a venire a visitare la casa. E che cosa vuol dire? È un po' di minaccia. È già la quarta volta che il Signore, e diciamo, la Madonna, ci fa vedere che questa casa è molto desiderata, e se non la teniamo ben preziosa può scapparci, almeno in parte. E adesso è già scomparso il pericolo? Spero, ma non posso ancora dire: Non c'è più! Tuttavia siamo all'alba. E che cosa ha ottenuto questa grazia? Certo anche i mezzi umani, brave persone che sanno che questa è un'istituzione fiorita che sanno che si va a bandire, a portare, come dicono loro, la civiltà, e come diciamo noi, anche l'amor di Dio. Deve dunque essere rispettata; questo è il motivo che adducono loro; non solo adunque per fare una carità a voi, vi teniamo qui, ma anche per il bene della nazione, per portare il nome Italiano e difatti quando si va là si insegna prima la religione e poi anche l'Italiano, e parlano difatti italiano i nostri missionari, e anche piemontese. E questo davanti al mondo ha una certa importanza; perciò non credete che non vi siano persone che si interessino di voi, vi sono, e queste minacce cadute lì quando non ce le aspettavamo, sono scemate, scemate. Questo è il lato umano, di quello che abbiamo fatto noi, superiori ecc...
Ma poi c'è l'altro lato, la Madonna, che è una buona Signora, e che per difendere i suoi pulcini è buona a mordere, e si fa in tanti pezzi pel suo Santuario, per l'Istituto e per l'Africa. Che ci fa vivere di miracoli, di grazie... e così nel mezzo umano c'è la Madonna, che lascia alle volte andare fin lì... e poi si può dire anche in questo caso: Portae inferi non praevalebunt! Ma se vogliamo che la Madonna sia disposta ad ogni nostra contrarietà a sbatterla per terra, bisogna che anche noi ci mostriamo suoi figli: monstra te esse filium! Per questo avete fatto un triduo e stassera farete l'ultima sera davanti al Signore e alla Madonna.
Perché volevano cacciarci proprio via! Dovete sapere che ieri mattina ci appare un tale, che ci offriva qualunque cosa, che scegliessimo di due o tre case di Torino, «quella là è buona, e anche quell'altra... ecc.», perché diceva che pei soldati ci vogliono locali ampi, e voi vi basta questi...!. E io ho detto: «I soldati possono essere messi anche due o tre, o quattro per camera, e i nostri giovani non possono essere messi in camerette a quel modo! questo è contro tutti i principi d'igiene, sono giovani che hanno ancora da formarsi!... e poi questa casa è mia, e nessuno me la tocca! e se è buono a cavarmi dall'Istituto, mi cavi! Ricorrerò più in su se non basta qui!» l'ho detto con calma, ma con autorità. «Ma pure come fare?» — «Pigli quei palazzi che vuole dare a me, pigli i cinematografi, i teatri, ma l'Istituto della Consolata, no!» e se è buono a fare qualche cosa, faccia. Allo stolto rispondi secondo la sua stoltezza! lo dice lo Spirito Santo. E quel là ha parlato da stolto! E per fare vedere che non sono irragionevole, loro l'hanno chiesta per «tre mesi, e useranno tutti i riguardi» — «Non lo credo!» — «Metteranno solo i giovani!» — «Sono meglio i vecchi!» — «tuttavia, ho detto, voglio fare quello che ho sempre negato; ne darò una parte». E l'ho offerta perché sapevo che non potevano accettarla;
devono avere il posto per 400 e io ne ho offerto per 300; — «ne darò un pezzo, e noi vivremo come potremo, ci cacceremo in un angolo! E per tre mesi!» e se invece loro non ne hanno per 400 non possono prenderlo! solo per 300, «e vengano a misurarlo, e verrò anch'io». E non ha più osato venire. E intanto si è ricorso a chi di ragione. — E mi han detto: «prima cosa ha fatto male ad offrirne un pezzo, doveva dare niente!» — Vuol dire che sono stato persin troppo bonomo! Ma le cose sono così, non vogliam nessun soldato qui dentro! E quel là che diceva che pei quindici sarebbero già dentro, ieri sera ha mandato a dire: «non tocchino ancora niente». E se vogliono entrare ci vogliono le carte, e le devo dar io.
Sono cose queste che non devo dire a voi, che non dovete rompervi la testa: quei fastidi lì me li prendo io. Ma voi dovete mettervi sul serio, che la Madonna possa dire: «Ah, sì, neppure uno è sonnolento, tutti fervorosi!» che la Madonna sia veramente gelosa di voi, gelosa che tocchino questa casa. Che vi veda tutti a pregare bene, a fare bene il vostro dovere, tutti con carità vicendevole, obbedientissimi a tutto quello che dicono i Superiori, allora si che è interessata a lasciarvi la casa... Altrimenti la Madonna dice: «Io lo permetto perché vi sono tanti che sono indegni; anche la guerra si permette eppure vi sono tanti che sono buoni...» guai che qui dentro si facciano peccati! Se io dico alla Madonna che questa casa sia linda sempre, che ce la salvi perché vi sia nessun peccato, essa può dire: «Non c'è bisogno che vengano i soldati perché vi siano peccati! li fate voi!» — guai se quando sono là a pregare la Madonna mi sentissi a dire quella cosa lì!
Queilà che venivano a visitare volevano prendere un posto sotto la Cappella... «No!» non si profani la Cappella!... e tutto questo che non dovrei contare a voi, ve lo dico perché comprendiate le cose...; quando vi dico che un monastero di Sacramentine, dove non si possono vedere le suore che raramente, e colla tela davanti, che stanno sempre davanti a Gesù proprio in abito bianco, corale; ebbene, vi hanno messo i soldati, l'hanno diviso per metà, e sono andati i soldati, povere suore! E al monastero della Visitazione mezzo suore e mezzo soldati! e pensare che vi erano già due famiglie di suore. E volevano sapete? Che o queste andassero colle sacramentine, o le sacramentine colle visitandine, quasi fosse una pasta sola! Le une pregano e stanno sempre davanti a Gesù, le altre altra vita, eppure volevano farne una pasta sola! Ed hanno detto: No! Staremo qui, anche coi disagi. Una persona mi contava: Anche che siam divise, tuttavia... e poi, e poi... la pena che deve aver fatto a queste suore, e mi hanno fatto chiamare e anche le sacramentine mi han fatto chiamare e andrò... E quelle sono sante anime, più di noi, più di voi!
Ma la Consolata è testarda; ma anche a noi può avvenire, e guai a noi se ...! Ah, se la Madonna, quando le dico: «Lo pretendo!» mi dicesse: «Lo farei, ma se fossero tutti come dovrebbero essere...». Io risponderei: allora lasciate che vada tutto come vuole! — Capisco che non si può essere tutti santi, ma altro è non essere ancora santo, altro è volere veramente essere santo; altro avere solo una velleità! Ci vuole volontà risoluta... perché l'inferno è pieno di gente che dicevano: vorrei, vorrei! — «Facciano!!».
E adesso tutto non è ancor finito; c'è ancora la guerra, ma voi non dovete saperlo, dovete saperlo solo per pregare, perché il Signore ci aiuti; adesso colla carestia... C'è un Canonico che mi diceva: «Adesso ho comperato un sacco di meliga e vuol dire che per me e per la serva ne avremo...». Voi grazie a Dio di fame non morrete, e non siete ancora morti, ma voi dovete entrare in queste idee dei superiori, essere veramente buoni, e allora io temo niente, e cadranno le pagnotte dal cielo! eh! sapete bene di S. Paolo, un po' di acqua e un po' di pane, e quando c'è andato S. Antonio a trovarlo il corvo ha portato il pane intiero, una bella pagnotta, e si son messi lì a pregare e a lodare Iddio: come è buono Iddio! tutti i giorni sempre mandato mezzo pane, e oggi perché sei venuto tu, l'ha mandato intiero! e si son messi lì a mangiarlo, uno ha tirato da una parte e l'altro dall'altra... perché nessuno voleva essere il primo.
E se il Signore ha disposto per tanto tempo così, perché la Madonna non lo manderà? Non manderà alla porta, non farà venire in qualche modo? come diceva il Ven. Cottolengo. Il miracolo si farà? e a chi lo farà? lo fa ai santi, e a chi non è santo, chi non ha voglia vera, non ha energia, quelli... niente!
Conclusione: Non dovete pensare alla guerra altro che per pregare. È già la quarta volta ora; e queste tre volte passate non ve l'ho mai detto, ora ve l'ho detto perché comprendiate la grazia che la Madonna vi fa! E tuttavia non vi caccerei in mezzo ai soldati, e avremmo guardato di separarvi bene, se il Signore avesse permesso... ! E queste mura, dico sempre al Signore, prima venga il terremoto e distrugga tutto, prima uno zolfanello e bruciar tutto, piuttosto che contaminarle col peccato! Io voglio che vi mettiate proprio sul serio questa sera; e domani farete bene la confessione; e non guardate solo gli altri... «io, io, e non quel là!» — «Ciò, cominciando da questa sera prego proprio bene» — e non trovare mai lungo il tempo che si passa in chiesa... è tempo di pregare! e poi ubbidienza; via i capricci! «Costa!». Ma certo! Ed è lì che uno impara a farsi il carattere fermo! Così tutte le altre cose... lo studio, «è duro!»... Eh... chi non studia vada a zappare o a fare altre cose! In questo mondo l'ozio non merita da mangiare; chi non lavora non mangi! Ci vuole attività... E non dire: «Spero che il professore stavolta non mi chiami!», oppure mi ha chiamato: «Oh, stavolta sono libero!», no. È il Signore che lo vede se ho studiato o no... Oh, quanto tempo si perde; e bisogna usarlo tutto bene!
Fate in modo che la Madonna sia obbligata a dire: «Hai ragione di pretendere; sono buoni veramente!». Oh, se mi dicesse questo! Ebbene, mettetevi: Stassera dirò: Voglio, voi datemi la forza! e domani confessandovi bene... ah! non comprendete ancora abbastanza la vocazione vostra! Missionario! Ah! in Paradiso ne avrete una gloria tutta particolare! Impegno! solleverete i vostri Superiori... quanti pesi! dicevo oggi: «Fosse per me, non avrei fatto un terzo dei passi che ho fatto!».
Ma il Signore me ne chiamerà conto di tutto! Vi do la benedizione, ma voi non ne parlate di queste cose, il vostro parlare sia di farvi buoni e di aiutarvi, e tutto nella Madonna, e se la Madonna sarà per nostro meglio ci farà questa grazia. E... finché c'è la guerra siamo in pericolo! Fate dei piccoli sacrifizi anche di bocca! È una doppia carità, perché le cose costano il doppio o il triplo. Non fare difficoltà! Mi danno poco? E forse un giorno ancor più poco! E se il Signore farà il miracolo, sarà del puro necessario, sarà pan di miglio, e d'altro, ecc.! In Austria non han più pane! Un prete che ha parlato proprio con un soldato prigioniero rimandato perché inabile, diceva che hanno un po' di fave, tanto per non morire, per i prigionieri; e anche loro stessi, e contava che nelle case degli austriaci non c'è il fuoco, il fuoco è nella piazza, un fuoco lì, e tutti vanno lì a fare scaldare la roba. Perché non hanno più combustibile, né legna, né questo, né quello, e perciò fanno così, cominciando dal Sindaco. Poco fuoco, nessuna cosa, e lume? Non c'è più niente!
Noi non siamo ancora a questo punto, ma lo possiamo venire, vivete in un'epoca molto terribile, e non c'è da aspettare a farvi uomini, a metter «susto»!. .. Susto e anche spirito! Qui spiritum Christi non habet, hic non est eius!Ci vogliono uomini costanti, uomini degni di venire missionari, degni figli della Consolata!!
|