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Giuseppe Allamano
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CONSEGNA DEI PROPOSITI DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI — ROSARIO PDF Stampa E-mail
Scritto da Beato Giuseppe Allamano   
6 ottobre 1912
Quad. VIII, 1
1912 - 5 Ottobre
Consegna dei proponimenti
Vi restituisco i biglietti dei vostri proponimenti dopo averli bene­detti. Certamente avete in essi preso di mira la passione dominante e i vostri bisogni più pressanti. - Dovete tenerli a mente, ricordarli almeno tre volte al giorno: nella meditazione del mattino, prevedendo le occa­sioni nel giorno da praticarli; - nella visita ed esami prima del pranzo e della cena. - Se li avrete eseguiti ne ringrazierete il Signore e poi nuova­mente li rinnoverete. Se siete caduti nei difetti contrarii, non vi scoraggirete, ma chiesto perdono, terra dedit fructum suum, con più animo, senza mai disanimarvi, incomincerete di nuovo la vostra emendazione:
Ecce dixi nunc coepi.
E per quanto tempo dovrete combattere questa battaglia senza passare ad altri proponimenti? Persequar inimicos meos donec deficiant. È tentazione del demonio sotto l'aspetto del meglio cambiare lungo l'anno i proponimenti fatti nei S. Esercizi, durante i quali avete avuto lumi speciali per conoscere i vostri bisogni e le vostre debolezze. Ricordate il detto della Imit. di Cristo: si omni anno unum vitium extirparemus, cito viri perfecti efficeremur. Adunque costanza nei proposi­ti. Ma mi direte: allora dovrò combattere la superbia tutta la vita, per­ché secondo S. Franc. di Sales questa muore solo con noi? Sì; ma quan­do già abbiamo acquistato l'abito di resistere alla passione proposta, possiamo passare ad altro vizio senza dimenticare il primo. Come quando è già in nostro possesso un nemico senza dimenticarlo e tenen­dolo ben legato, si va contro gli altri.
Osservate perciò con Cassiano (Rodriguez Vol. I tratt. VII, cap. 3).
Sul SS. Rosario.
Dobbiamo tale devozione tenerla quasi un obbligo, non farne voto come S. Fr. di Sales a Parigi, per cui ottenne la liberazione da grave tentazione. S. Carlo la chiamava divinissima orazione; e S. Alfonso:
l'ossequio più gradito alla SS. V. e bella speranza di salvarsi in chi con affetto e perseveranza lo dice ogni giorno. - Fatto di M. Battailon (V. Annali Prop. 1858).


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