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Giuseppe Allamano
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IL MODERNISMO PDF Stampa E-mail
Scritto da Beato G. Allamano   
16 maggio 1907
Quad.IV, 9
(18 Maggio 1907) Sul Modernismo
Fa pena il fatto che si legge nella vita del Ven. Olier, della caduta di un Santo (V. Rep. in fine).
Ai nostri giorni sorse e si spande certa setta, peggiore del Gianseni­smo, vera eresia, anzi apostasia dalla Fede. Certuni per amore di novità e spinti dalla superbia si arrogano di giudicare tutto nella Chiesa; dal Papa, ai dogmi ed alla morale; su ogni cosa più santa spargono dubbi, e vorrebbero togliere dai Vangeli e dalla tradizione quanto non va loro a talento. - Ciò fanno in modo subdolo, con parole ambigue, ed odiano perciò la scolastica.
Non avrei voluto parlarvene perché grazie a Dio qui la fede è sem­plice; ma il Papa replicatamente si fa sentire, e tutti i Vescovi ne sono impensieriti. Il nostro Card. Arcivescovo scrisse su ciò una pastorale, che v'invito a leggere con affetto. - Vorrete saperne gli autori, e sicco­me sono pubblici, ve li dirò: Certo D. Murri, perciò sospeso a divinis dal Pontefice, P. Semeria, ed anche un Vescovo, Mons. Bonomelli. Prima di loro un Harnach, Loysy (sic) e Tirrel. Non parlo di secolari, come dell'autore di un romanzo che fu proibito, e di certi professori di Seminario, anche canonici, che qua e là spargono tale gramigna. Il ma­le è grande, miei cari, ed il Papa in un'allocuzione disse di essere più dolente di ciò che dei mali della Francia. Egli prescrisse ai Vescovi di cacciare dai Seminari senza misericordia i professori ed i chierici che ne fossero infetti. Vi basti questo poco per tenervi lontani da questa peste, e confermarvi nella vera Fede, santa, cattolica, apostolica e Romana.
Noi professiamo nel regolamento di essere col Papa, non solo, ... Se qualche libro, qualche sacerdote o chierico a noi si avvicinasse infet­to di tale peste, diciamogli: vade retro, satana; - Coll'Ap. S. Giov.: nec ave ei dixeritis. Preghiamo che il Signore ci conservi la nostra fede sem­plice ed umile, allontanando da noi il prurito di sofisticare e sempre formarci obbiezioni. Diciamo al buon Gesù: credo Domine sed adjuva incredulitatem meam; adauge nobis fidem.
Vivamente prego il Signore a tenere da ciò alieno il nostro istituto;
piuttosto lo annienti. Che se alcuno ne venisse macolato sarà cacciato senz'altro, perché non infetti gli altri. Diceva a proposito Mons. Rossi Vesc. di Pinerolo, che prima si detesta, poi se ne ride e dopo si abbrac­cia. Attenti...
P.U. Costa, quad. I, 159
Rev.mo Sig. Rettore - 16-5-1907 - Torino
Questa (di Pentecoste) è la novena delle novene, bisogna proprio farla be­ne.
Per prepararci a ricevere lo Spirito S. conviene ravvivare la nostra fede;
avere una fede umile, semplice. Ed a questo proposito voglio parlarvi del mo­dernismo. Voi non dovreste neppur saperlo che esista questa gramigna. Spero che il Signore terrà sempre distante da noi questa peste, questa eresia.
Nella vita del Ven. Ollier (sic), si legge di un certo Ab. Foix, un vero san­to, confondatore della Congregazione di S. Sulpizio, il quale, imperversando allora il Giansenismo, fu sempre tetragono ai suoi assalti, e fatto vescovo, per vent'anni ne fu nemico acerrimo; ma dopo si lasciò accalappiare, ne divenne uno dei più ardenti fautori, uno dei tre soli Vescovi che resisterono alle deci­sioni di Papa Alessandro VII, e morì lasciando dubitare assai di sua salute. Ogni volta che leggo questo fatto, provo una specie di spavento: un vero san­to... e poi.
Il Modernismo, o meglio, (come lo dice la Civ. Cattolica) Riformismo, perché vogliono riformare la Chiesa, criticano tutto, mettono il dubbio su tut­to, cominciando dall'autorità del Papa, della Chiesa, poi le Immagini, i Santi, fino al Sacramento. Sulla S. Scrittura, sul Vangelo di S. Giovanni. Disprezza­no tutto quello che è vecchio; S. Tommaso ... Vogliono avvicinarsi agl'incre­duli, agli eretici per convertirli, e non vedono che sono già essi nell'eresia.
Quel lì essenzialmente è superbia, la quale non si concilia con la fede semplice. Non sono (sic) come facciano a pregare, a dire la S. Messa, fare la Co­munione... dopo che stanno tutto il giorno a cercar dubbi... purtroppo ne ab­biamo già dei dubbi, il demonio ce ne presenta... e bisogna scacciarli... ancor andarceli cercare noi...
Sine dolo lac concupiscite... Abbiamo il Papa, i Vescovi, e basta! Che fa un autore celebre, anche un Vescovo... un individuo può sbagliare. Si studia perché il Signore ci aiuti... Ne sanno più del Papa...! Fanno come i Gianseni­sti che al Papa rispondevano col silenzio esterno, col cuore poi... Ormai non lasciano più intatto niente... non piegano mai. Il Papa quando parla, parla! Anche nelle cose libere noi vogliamo essere col Papa. Se qui dentro alcuno la pensasse differente dal Papa, anche in cose non di fede e costumi, non fa per noi. Noi vogliamo essere Papalini in tutto il senso della parola.
Che cosa può fare il Missionario, il Sacerdote senza quella fede semplice... Se per gl'inconvenienti dobbiamo distruggere la sostanza, che cosa facciamo (Parlava di S. Espedito).
State attenti a vedere questa gente: Nec ave ei dixeritis. Quest'eresia è peggiore del Giansenismo, sparge il freddo su tutto. Non c'è il cuor puro... Guai a chi non è umile! Studiarne si, studiarne con buon spirito. Per carità state attenti! Un Missionario che non abbia quella fede semplice, da trovare la sera la sua consolazione ai piedi del SS. Sacramento, come S. Francesco Zaverio, che farà? mancheranno tutte le attrattive esterne... una povera capanna...
La prima ombra che trovassi qui entro di questa peste, via ... ! Se poi que­sta macchia venisse sull'Istituto, prego il Signore che lo annienti! Meglio che moriamo tutti prima di essere macchiati di questa pece! È una perfida eresia, porta la dissoluzione... Il Papa ed i Vescovi sono assolutamente contro questa cosa, e basta! Quando non c'è più quella semplicità del credere (come una donnicciuola), non c'è più niente! Preghiamo lo Sp. S. che ci porti quel vero spirito cattolico, papale!...


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