|
Scritto da p. Francesco Pavese, imc
|
Durante il 2008 siamo invitati a riflettere sulla figura del grande missionario Paolo di Tarso, assegnatoci come protettore annuale. Dopo avere proposto, nei mesi scorsi, alcuni pensieri del Fondatore sulla comunione che deve esistere tra i nostri due Istituti missionari, nei prossimi mesi, mi soffermerò a riflettere su come il nostro Padre parlava di Paolo e lo indicava come il maestro e modello per eccellenza di ogni missionario. Inizierò dal punto centrale del pensiero del Fondatore: l’identità di Paolo è comprensibile solo se si tiene presente la sua profonda comunione con il Signore. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da p. Francesco Pavese, imc
|
Dopo avere riflettuto sulla comunione e collaborazione tra i due Istituti IMC-MC, siamo richiesti di riflettere anche sulla autonomia propria di ciascuno. Su questo punto, ritengo utile ricollegarmi ancora alla conferenza dell’11 aprile 1915 agli allievi missionari, ricordata il mese scorso. In quell’occasione il Fondatore, nel suo richiamo, ha pronunciato frasi forti anche riguardo l’autonomia. Per esempio: «[…] e non crediate che [le suore] siano obbligate a stare coi Missionari: sono suore Missionarie, e quando i Missionari non le trattassero bene, li salutano, e del luogo ne trovano. Ci sono già altri Missionari di… che me le hanno chiamate». Oppure: «Vedete, anche quel lì [l’Istituto delle suore] è un ceto, approvato dal Vescovo, e che ha la sua personalità». «Credo che abbiamo capito: loro di tutto devono rendere conto ai superiori, e voi ai vostri, e ciascuno per la sua strada». |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da p. Francesco Pavese imc
|
In questi mesi, siamo invitati a riflettere sul tema “Cammini di comunione MC e IMC - Collaborazione e Autonomia nello stile consolatino”, proposto dalle due Direzioni Generali in vista della Consulta/Intercapitolo, che entrambi gli Istituti dell’Allamano celebreranno nel mese di ottobre 2008. Non c’è dubbio che si tratta di un tema che risale alle origini dei Missionari e della Missionarie della Consolata, preso in seria considerazione dalle stesso Fondatore, e che merita grande attenzione ancora oggi.Il fatto che l’Allamano abbia fondato due Istituti, uno maschile e uno femminile, con lo scopo di collaborare nella missione, è un dato storico incontrovertibile. Che lui dicesse di non avere la vocazione di fondare le suore, non significa che non credesse all’importanza della loro opera in missione. Basta pensare all’attività delle Suore Vincenzine del Cottolengo in Kenya. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da P. Gottardo Pasqualetti imc
|
Tenendo conto la natura di questo incontro di amministratori, mi soffermo soltanto su alcuni aspetti che possono aiutare nel servizio che siete chiamati a dare, senza la pretesa di dire cose nuove. Con qualche perplessità perché uno potrebbe pensare che il vostro servizio è soltanto o principalmente tecnico. Ma non è così. Le scelte di carattere economico finanziario, oltre ai criteri evangelici, vanno confrontate con le nostre finalità, che sono: anzitutto la Missione, la povertà evangelica, lo spirito del Fondatore. Per cui, un amministratore dell’Istituto deve avere competenza tecnica e nello stesso tempo conoscere, approfondire e avere presente lo spirito con cui si deve operare nella amministrazione dei beni. |
|
Leggi tutto...
|
|
|